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Il tema dei costi relativi all’installazione di un impianto fotovoltaico è oggi molto attuale, sia per la grande diffusione che i pannelli fotovoltaici stanno vivendo in paesi come l’Italia (terza nella classifica europea dopo la Germania e la Spagna per potenza installata), sia per il costo dell’energia elettrica tradizionale, sia per i consumi elettrici in aumento.
Fermo restando che la soluzione economicamente migliore è sempre quella del risparmio energetico, vediamo quali sono i costi che si trova ad affrontare chi decide di acquistare un impianto solare fotovoltaico che sfrutta quindi l’energia solare per la produzione di energia elettrica.
Il preventivo di un impianto solare fotovoltaico
In generale la distribuzione delle varie voci di costo dipende dalla potenza dell’impianto: più è piccolo e maggiore sarà il peso dei servizi (installazione e progettazione) e minore quello dei moduli, più è grande e maggiore sarà invece il peso dei moduli, come si vede dalla tabella riportata qui a fianco.
La voce di costo più rilevante nel preventivo per la realizzazione di un impianto solare è certamente costituita dal costo di acquisto dei moduli fotovoltaici che incidono sul totale per il 60-80% (a seconda della potenza). Da evidenziare il fatto che i moduli fotovoltaici sono la componente più longeva di un impianto, in quanto progettati e realizzati in modo da produrre energia elettrica per oltre 50 anni (alcuni ricercatori sostengono che possano “lavorare” per oltre 100 anni, ma possiamo accontentarci anche della metà di tale durata…).
La progettazione e l’installazione, insieme, vanno dal 15% per gli impianti più piccoli a circa il 5% per gli impianti di grande potenza. Ricordiamo che queste voci sono molto rilevanti ai fini di un buon rendimento dell’impianto e della sua durata nel tempo: un impianto dimensionato e realizzato correttamente permette infatti di produrre una quantità maggiore di energia e, quindi, porta ad una riduzione dei tempi di ritorno dell’investimento sostenuto, nonché a un aumento del tasso interno di rendimento dell’investimento stesso. Le rimanenti voci di costo sono sempre sotto il 10%. In particolare, l’inverter vale il 10% del costo totale dell’impianto per potenze inferiori ai 20 kWp, per scendere gradualmente fino a un 5% nel caso di impianti da 1 MWp. Le strutture di supporto dei moduli vanno invece dall’8% per i piccoli impianti, fino al 5% per sistemi di maggiore potenza. Numeri analoghi si registrano per cavi e quadri. Il costo dell’inverter copre circa il 13% del costo totale, i supporti (5%) e i cavi (5%) restano invece voci minori.
Quanto costa la manutenzione
Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, il costo per la manutenzione ordinaria di un impianto solare fotovoltaico è irrisorio.
Rispetto ad altre tecnologie, infatti, i pannelli fotovoltaici sono in grado di produrre energia senza parti in movimento, quindi con un’usura dei componenti praticamente nulla. Gli unici interventi che potrebbero rendersi necessari sono la pulizia periodica dei moduli (se installati in contesti particolarmente polverosi) e l’eventuale sostituzione della scheda dell’inverter dopo 8-10 anni (ma solo se si guasta).
I costi legati all’esercizio, per quanto riguarda lo scambio sul posto, consistono sostanzialmente in 30 euro all’anno per la stipula della convenzione con il GSE (Gestore Servizi Elettrici), mentre, se si decide di optare per la cessione in rete (o ritiro dedicato), la Deliberazione AEEG prevede che il GSE applichi ai produttori un corrispettivo pari allo 0,5% del controvalore dell’energia elettrica ritirata, a copertura dei costi amministrativi, fino a un massimo di 3.500 euro all’anno per impianto.
Incentivi previsti per chi decide di installare un impianto a pannelli fotovoltaici
Il GSE è l'ente che promuove in Italia lo sviluppo delle fonti rinnovabili, tra cui il fotovoltaico, attraverso l'erogazione di incentivi. In Italia attualmente il mercato fotovoltaico prevede diverse modalità d’incentivazione, dal Conto Energia allo scambio sul posto, dai bandi regionali a quelli statali.
A seconda del tipo di convenzione che si stipula con il GSE è possibile usufruire di diversi incentivi, primi tra tutti quelli legati al Conto Energia, meccanismo che permette di ottenere un contributo proporzionale alla quantità di energia prodotta dall’impianto e al tipo di installazione realizzata (al suo grado di integrazione) per un periodo di 20 anni. Va inoltre specificato che l’incentivo concesso dal Conto Energia è tanto maggiore quanto minore è la potenza di picco dell’impianto e quanto maggiore è la sua integrazione architettonica.
Altro meccanismo incentivante è quello dello Scambio sul Posto entrato in vigore in versione rinnovata proprio l’1 gennaio 2009. Questo sistema consente di immettere in rete l’energia elettrica prodotta e non immediatamente consumata e permette all’utente di prelevarla in un momento successivo, quando ne avrà bisogno ma il suo impianto non sarà in grado di produrne (per esempio di notte o nelle giornate molto buie e piovose).
Periodicamente sono disponibili, inoltre, bandi regionali o statali che mettono a disposizione dei cittadini e delle imprese contributi a fondo perduto destinati a coprire una parte dei costi per la realizzazione sul territorio di impianti solari fotovoltaici e termici.
Naturalmente chi decide di installare un impianto solare normalmente non considera i soli incentivi o bandi pubblici: c’è il risparmio reale (e crescente, in tempi di progressiva carenza energetica) sulle bollette elettriche, il contributo positivo che ne riceve l’ambiente, grazie alla mancata emissione di CO2 nell’atmosfera e la maggiore indipendenza dalla rete elettrica.
In quanto tempo si ripaga un impianto Il tempo di ritorno dell’investimento è essenzialmente legato a due variabili:
- la taglia dell’impianto fotovoltaico: più è grande, più sarà rapido il suo ammortamento;
- la sua localizzazione: l’irraggiamento infatti influenza la produzione energetica dell’impianto stesso.
Nell’ipotesi di usufruire del Conto Energia, per un impianto domestico di 3 kWp il tempo di ritorno dell’investimento varia dai 6 ai 12 anni, a seconda della posizione geografica (più si è a Sud e maggiore è l’irraggiamento solare e quindi la produttività dell’impianto), della taglia dell’impianto (più è grande e minore è il prezzo specifico al kWp), della posizione fiscale dell’autoproduttore (gli utenti domestici non pagano tasse, a differenza delle aziende).
Oltre al tempo di ritorno bisogna però tenere presente che la valutazione economica di un impianto fotovoltaico si basa sempre di più sul fatto che un impianto è assimilabile a un investimento finanziario vero e proprio, e come tale va considerato. Pertanto, il parametro più efficace per la valutazione dell’investimento diventa il TASSO INTERNO DI RENDIMENTO, che nel caso del fotovoltaico è quasi sempre superiore al 7% (al netto delle tasse). Il fatto che simili rendimenti siano garantiti per 20 anni rendono l’investimento nel fotovoltaico il migliore investimento disponibile sul mercato, sia in temrini di convenienza che di sicurezza.
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